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Sembrava troppo bello per essere vero: poter detrarre il 19% delle spese sostenute per l’acquisto di libri cartacei, con un tetto massimo di 2000 euro (anche se metà a destinazione “scolastica”) e pur con l’inspiegabile esclusione degli ebook, era un buon modo per ricordarci dell’importanza della cultura. Possibile che fino ad ora si potesse detrarre un ristorante e non un libro?

Il 2014 ci ha dato una delusione: per quanto il decreto non sia ancora definitivo (dovrebbe diventare legge entro il 21 febbraio), un emendamento ha cambiato le carte in tavola. Con la proposta attuale il bonus si riduce a 1000 euro, la copertura scende da 50 a 17 milioni, ma soprattutto è destinata agli esercizi commerciali, quindi alle librerie, e riguarda solo i libri scolastici.

L’ingarbugliata idea è che il Ministero dell’Istruzione decide l’ammontare di un voucher destinato agli studenti delle scuole superiori, che possono quindi andare in libreria presentando il ticket e ottenere così uno sconto sui libri scolastici… a patto che il libraio stesso abbia chiesto di usufruire di questo credito d’imposta allo Stato. Il sospetto è che a questo punto l’aiuto sia soprattutto per il ristretto gruppo di case editrici che da anni si spartiscono il mercato della scolastica.

Certo, manca ancora una settimana. Tutto può succedere.

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