Pubblicato su Datamanager

Tom Costello, co-fondatore e AD di Cuil, racconta le linee guida di quello che vuole diventare il motore di ricerca per eccellenza: mappatura di una porzione più vasta del web, ricerca sul contenuto delle pagine e non sui link (contrariamente all’algoritmo di Google: PageRank), nessuna traccia delle ultime visite per garantire una privacy maggiore.

I risultati vengono già suddivisi in categorie orientando il motore a ricerche personalizzate. Restano da affinare le ricerche in lingua diversa dall’inglese.

L’investimento è di 33 milioni di dollari ma i risultati li vedremo a lungo termine: per far fronte al costo di infrastruttura e tecnologia c’è infatti il problema introiti da pubblicità che però siamo sicuri sarà stato previsto nel modello di business.

Nell’attesa che il popolo di internet decida Google o Cuil facciamo la nostra ipotesi: Google ha vinto per tecnica ma anche per la semplicità della sua interfaccia, sempre pulita nonostante la miriade di progetti a cui si dedica ma anche per le operazioni di marketing interno ed esterno ed ha attualmente un know how incalcolabile.

Pensiamo che Cuil possa conquistare una buona fetta degli addetti ai lavori più che raggiungere le vette di Google che nel frattempo supera il record di pagine web indicizzate: 3 milioni di milioni.

Ci chiediamo: Cuil, con il suo approccio ingegneristico, potrebbe diventare la nuova acquisita di Microsoft?

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