This Post Has Been Viewed 12 Times

Tempo stimato per la lettura: 7 minuto (i) & 22 secondo (i)

Non siamo molto distanti dall’esaurimento delle risorse riferite ai vettori energetici fossili e da sedimentazione. Mentre ancora in molte parti del mondo è richiesta e auspicata una crescita economica basata su un modello socio-economico a elevata trasformazione energetica a bassissima efficienza. I miracoli richiesti dalla soddisfazione delle necessità primarie sembrano non tenere conto di quanta evoluzione e capacità di soluzione dei problemi sia stata acquisita proprio nell’ultimo secolo di sviluppo. Una crescita intellettuale esponenziale, che potenzialmente, a prescindere dalle questioni politiche globali o particolari, presenta una “crisi economica” non di povertà produttiva ma viceversa di consumo quindi di eccesso di opulenza e di spreco, sembrerebbe. Siamo in grado, in poche parole, di “produrre” molto di più di quanto siamo in grado di “consumare”. Il tutto all’interno di un modello culturale fermo appunto ai miracoli di lampadine ad incandescenza luminosissime ma a bassissima efficienza. Basti pensare come ciascuna di essa dissipa in calore e non in “luce” la maggior parte dell’energia fornita per la trasformazione. Forse è per questo che stiamo cercando vettori energetici differenti in natura ma assolutamente identici a quelli fossili per quantità e utilizzo. Energie differenti per modelli uguali. Quando il problema del “modello” oltre a essere superato nelle “necessità soddisfatte per tutti” è molto poco evoluto a riguardo del suo scopo ultimo: la felicità. Ritengo a riguardo di questa breve analisi mettere a fuoco tre concetti che ritengo fondamentali. Il primo è sicuramente legato di nuovo a una necessità,  ossia quella del reperimento di vettori energetici tendenzialmente davvero infiniti. In tal modo saremo forse sufficientemente ricchi da non dover più subire il ricatto forse ormai inutile della “virtù delle necessità” favorendo invece quello della “necessità della virtù”. Il secondo è legato all’utilizzo dei vettori energetici in modo estremamente efficiente, dove il concetto di efficienza non deve essere sinonimo di “ristrettezza” piuttosto che di “minimo indispensabile” ma di “massimo felice” come conseguenza di una conoscenza e valore aggiunto intellettuale davvero importante. Il terzo e ultimo ma forse il primo in ordine di importanza e di accensione dei nuovi meccanismi auspicati sopra, è proprio lo studio di un nuovo modello socio-antropologico sostenuto al massimo dall’integrazione della comunicazione globale che sappia mettere al centro dei futuri sviluppi, e quindi di un possibile futuro, la felicità come scopo intesa come benessere, serenità, prosperità, gioia per tutti. In un sistema dove l’efficienza sia centrale quanto appunto distante dalla speculazione e vicina alla centralità dell’energia che per prima dobbiamo imparare a utilizzare di più e al meglio: quella dell’intelligenza e del pensiero.

Testo completo su Amazon.

Tags:
0 Comments

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

© 2008-2021  ❤ 2SeeChange.it Tutti i diritti riservati. Lucia Montauti CF MNTLCU70T63C085T. Realizzato da 2BeOnLine.it

2SeeChange è in ascolto :)

Invia una email da questo form e segnala innovazione o news

Sending

Log in with your credentials

Forgot your details?