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Il device: un parametro determinante.

Fra le caratteristiche dell’eReader individuiamo:

Leggibilità. Per leggibilità intendiamo la possibilità di avere un supporto assimilabile alla carta, che non generi problemi di affaticamento o fastidio alla vista, fattore da tenere in grande considerazione soprattutto per progetti in ambito scolastico.

Definizione dell’immagine e colore. La definizione è una discriminante per i prodotti in carta che trattano le immagini come contenuto principale.

Indossabilità del device. La grandezza del monitor, che incide nettamente sulla leggibilità, impatta anche su questo elemento. È più importante leggere in modo piacevole o avere un device compatto? La tecnologia ePaper, che permette la costruzione di devices “estraibili”, potrebbe dare il giusto equilibrio. Il peso è un elemento costitutivo dell’indossabilità.

Obsolescenza. Alcuni elementi, come l’implementazione di tasti hardware piuttosto che software, possono avere un impatto sull’aggiornamento software dell’eReader e quindi sull’attivazione dei nuovi servizi disponibili.

Design. Questa caratteristica incide sull’eReader nella stessa misura in cui incide per altri supporti come cellulari e palmari.

Usabilità. Secondo la definizione data dalla norma ISO 9241, l’usabilità è il “grado in cui un prodotto può essere usato da particolari utenti per raggiungere certi obiettivi con efficacia, efficienza e soddisfazione in uno specifico contesto d’uso”. La normativa è del 1993 e si riferisce ai prodotti informatici in genere, tuttavia l’usabilità è un concetto molto precedente ed esteso: nasce negli anni ‘60 nell’ambito dell’ergonomia in relazione a qualunque interazione uomo-artefatto. In seguito trova maggior fortuna proprio per i prodotti a base informatica, soprattutto i software, nel settore dell’ergonomia cognitiva. In questo specifico settore dell’ergonomia si studia il modo in cui un utente si costruisce un modello mentale del prodotto che sta usando, e si crea perciò determinate aspettative sul suo funzionamento; compito degli studi di usabilità è fare in modo che il modello mentale di chi ha progettato il software (design model) da cui deriva il suo reale funzionamento, corrisponda il più possibile al modello mentale del funzionamento del software così come se lo costruisce l’utente finale (user model).

Funzionalità. L’insieme di funzioni e servizi implementati e implementabili sull’hardware in analisi.

L’eReader è destinato a durare nel tempo oppure è un “ponte tecnologico” per arrivare ad altro?

Intervento di Cristina Mussinelli (Consulente e responsabile nuove tecnologie Associazione Italiana Editori)

L’attuale mercato dei devices è in continua evoluzione, credo che nei prossimi anni assisteremo a cambiamenti importanti. La tecnologia sicuramente non è matura anche se la trovo molto migliorata rispetto alle prime proposte datate 2001. Anche il design si è evoluto ma il livello qualitativo non ha ancora raggiunto altri devices come l’iPod.Sarebbe interessante comprendere quali saranno i devices che si affermeranno realmente sul mercato.

Attualmente il prezzo di un device dedicato è ancora elevato soprattutto se pensiamo a un utilizzo da parte di grandi fasce di consumatori come gli studenti delle scuole inferiori. La qualità di lettura si è sicuramente evoluta, rimangono comunque ancora notevoli margini di miglioramento soprattutto per il refresh della pagina. La mancanza di disponibilità della tecnologia a colori per alcuni segmenti è una barriera di ingresso, così come la difficoltà di visualizzare layout grafici complessi con tabelle, grafici, immagini e strutture editoriali articolate come note, glossari, box di approfondimento ecc.

Altro punto che merita attenzione è il rischio di rapida obsolescenza che potrebbe frenare l’acquisto visto il prezzo. Si tratterà poi di monitorare l’evoluzione degli standard, come in tutti i mercati emergenti vincerà il device che riuscirà ad avere il maggior numero di installazioni, adesso non è ancora chiaro se a vincere saranno devices dedicati o mini pc o addirittura i nuovi telefoni come l’iPhone che è risultato essere uno dei fenomeni più interessanti dell’ultimo anno.

Elemento critico: sicuramente l’interoperabilità tra i diversi standard. Per quanto riguarda l’usabilità sono già emerse alcune problematiche legate all’accesso ai contenuti digitali e ai lettori con disabilità: anche questo andrà attentamente monitorato. Importante sarà anche comprendere se e come i devices si integreranno per l’offerta dei servizi con le Reti: il caso di Kindle che permette lo scarico direttamente sul device evitando il passaggio dal PC è decisamente interessante.

Intervento di Eleonora Pantò (Referente e-participation progetti speciali, CSP)

C’è una certa confusione fra eBook inteso come dispositivo e come contenuto. Personalmente spero che eBook entri nel linguaggio comune per indicare il contenuto e non il supporto. Si dice che sugli eReader non sia possibile studiare a causa della ridotta interattività, e che siano invece particolarmente adatti all’utilizzo di documentazione tecnica come cataloghi e manuali. Gli esperti di usabilità hanno confrontato i tempi di lettura su carta e su eReader trovandoli praticamente uguali (anche se non ci hanno detto nulla del “piacere” della lettura).

Intervento di Pasquale Diaferia (Creative Chairman, Special Team e Special Team USA / Docente di Teorie e Tecniche delle Comunicazioni di Massa, Università dell’Insubria di Varese) Parliamo dei basic del digitale. Dopo Mac, niente può essere meno che intuitivo e simbolico di qualcosa di già familiare (pensiamo al mouse come prolungamento delle dita o alla metafora della scrivania). Nell’eBook, è chiaro che il riferimento al libro di carta sembrerebbe obbligato ma si stanno sviluppando diverse teorie e soprattutto diverse pratiche. Serve un nuovo mouse, uno strumento rivoluzionario, serve un designer ispirato da Steve Jobs, che può farci ipotizzare un futuro prossimo legato a grandi novità in ambito hardware.

Intervento di Virginio Sala (Docente di Editoria Multimediale / Consulente)

Già così come sono, comunque, i “lettori di eBook” cominciano a essere soddisfacenti: leggere su un Iliad o su un dispositivo della stessa generazione non è molto diverso che leggere sulla carta. L’affaticamento della vista è paragonabile, ed è sicuramente di gran lunga inferiore rispetto alla lettura da schermo retroilluminato. Per il momento, certo, il costo di questi apparecchi fa sì che restino confinati a un pubblico ridotto – gli early adopters che amano la tecnologia, quelli che devono muoversi molto e a cui fa comodo portare in giro grandi quantità di materiali (tra memoria interna, pen drive da 16 giga o più, ci si può portare in una borsa davvero l’equivalente di una biblioteca). Il prezzo resta un vincolo allo sviluppo degli eBook anche se ormai un Iliad o un Kindle costano poco più di un iPod o di un iPhone.

Intervento di Luigi M. Reale (Insegnante / Autore di Italianisticaonline.it)

Mi è già capitato di scrivere (nell’articolo Nuove tecnologie in classe, “Il Manifesto”, 1 giugno 2008, p. 12) che, secondo me, il futuro del libro elettronico è nei dispositivi portatili multifunzione: non il lettore dedicato, ma il netbook anzi il tablet pc. Certo, tutto dipende da chi legge: quello che gli inglesi chiamano scholar, il ricercatore (categoria a cui presumo di appartenere io stesso), non può accontentarsi del lettore dedicato. D’altra parte, chi legge esclusivamente paperback, i lettori del libro da spiaggia, non so quanto siano disposti attualmente a cedere alle malie del gadget eReader. Per cercare di comprendere la tendenza in atto, bisognerà anche chiedere un report di analisi delle vendite a chi in Italia ha iniziato a commercializzare questi dispositivi.

Intervento di Luigi Passerino (Direttore Commerciale, Simplicissimus Book Farm)

L’eReader è destinato a durare nel tempo evolvendosi verso colore e alta definizione.

Intervento di Marco Barulli (Co-founder, Clipperz)

I dispositivi di lettura degli eBook possono essere molteplici: il pc, il telefono (di eBook se ne vendono moltissimi sull’AppStore dell’iPhone) ma credo che alla fine un dispositivo specificatamente pensato per leggere eBook diventerà il mezzo più comune. Di eReader ce ne sono diversi, in Italia tutti commercializzati da Simplicissimus. La tecnologia E-Ink è solo l’inizio, il bello deve ancora venire e arriverà molto in fretta.

Intervento di Arsenio Bravuomo (Scrittore e Blogger)

Direi che gli eReader non sono ancora capaci di entrare nel mercato in modo significativo, la tecnologia non è ancora sufficientemente matura, ma quando accadrà li immagino come sostituti della carta. Sarebbe interessante che anche in Italia riuscissimo a ricalcare Apple e iTunes store fornendo devices e contenuti (libri, romanzi, saggi, materiale mainstream, non solo di nicchia). Ci sta provando Amazon con Kindle.

Intervento di Andrea Fattori (Responsabile Esecutivo, Gruppo Orange)

L’elemento più importante, anche se meno evidente per chi non ha già avuto esperienze con oggetti simili, è la leggibilità, intesa come l’equilibrio di luminosità, contrasto, definizione e colore di fondo che permette di passare ore davanti a un eReader senza problemi di affaticamento o fastidio. In questo, il prodotto di Sony e il Kindle sono maestri. Chiaramente è poi necessario trovare un equilibrio tra dimensioni e portabilità, ma qui entrano in gioco fattori maggiormente soggettivi.

Intervento di Marco Crespiatico (Editor, Play Media Company)

Un ruolo molto importante dovrà essere svolto dalla tecnologia: alcune delle applicazioni più interessanti richiedono un collegamento Wi-Fi, meglio ancora “always on”: questo vuol dire copertura capillare, buona velocità di collegamento e tariffa flat. Solo in questo modo sarà possibile scaricare tutti gli aggiornamenti necessari. Non vedo indispensabile una dimensione dello schermo maggiore di quella attuale, ma certo l’arrivo del colore potrebbe essere interessante, soprattutto se non porterà una forte riduzione dell’autonomia.

Intervento di Michele Pinto (Presidente, Edizioni Vivere)

L’eReader è un “ponte tecnologico” che porterà a una fusione con la tecnologia di pc, cellulari, iPod, macchine fotografiche e lettori mp3.

Intervento di Alessandro Cecconi (Instructional Designer)

A mio avviso, ci troviamo in un momento molto delicato per quel che riguarda la produzione di hardware dedicato. Il dato significativo, a partire dal 2006 in Occidente (ma già dal 2004 in Giappone), è l’industrializzazione dell’ePaper, che ormai equipaggia tutti gli hardware per eBook in commercio, principalmente come brevetto di E-Ink ma anche sotto forma di altre tecnologie concepite per la “carta elettronica“. Tuttavia, quella che viviamo è da considerarsi una fase ancora embrionale di mercato, con oggetti non ancora “maturi” e spesso poco accattivanti dal punto di vista del design (il restyling del Kindle insegue soprattutto questo aspetto) e delle funzionalità offerte, limitate oltretutto dall’assenza di una standardizzazione dei sistemi software. Gli acquirenti di questi prodotti fanno ancora parte, per dirla alla Everett Rogers, degli “adottatori precoci”, ovvero di quei consumatori già addentro alla questione eBook, oltre che disposti a sborsare centinaia di euro o di dollari. Tra i prodotti in commercio, non ce n’è uno in particolare che sia nettamente superiore agli altri poiché tutti risentono dei limiti attuali della “carta elettronica”: non sono ancora a colori, per esempio, e non sono flessibili (cominceranno a breve ad esserlo, come il Readius, prossimo al lancio). Credo perciò che, sulla base dei pochi pezzi sinora venduti (Amazon ha venduto poco più di 500.000 Kindle), sia lecito pensare a una diffusione veramente di massa dei lettori ePaper soltanto dal momento in cui la tecnologia verrà perfezionata e industrializzata e ulteriori produttori si cimenteranno in questo mercato, creando una reale concorrenza e proponendo al pubblico oggetti più funzionali. Il rischio, viceversa, sarebbe quello di replicare la falsa partenza che si è avuta tra il 1998 e il 2004. La vera differenza, rispetto al passato, è che l’ePaper adesso è realtà, e non più un brevetto sperimentale.

Intervento di Mario Rotta (Formatore e Responsabile e-learning, EForm / Collaboratore Garamond)

L’evoluzione dell’hardware consente di compiere una serie di operazioni sul testo che servono da sempre a concentrare l’attenzione su determinate porzioni di testo, a ricordare meglio, a focalizzare l’attenzione: sottolineare, chiosare, copiare brani, prendere frasi che servono di spunto per approfondimenti o nuove trattazioni, commentare, evidenziare. È possibile personalizzare in modo eccellente il percorso di studi, ancorandolo alle proprie necessità e ai propri interessi, creando collegamenti ad altre risorse, avvalendosi delle possibilità offerte dalla multimedialità e dall’ipertestualità.

Le sperimentazioni finora effettuate hanno dimostrato che una qualsiasi attività didattica che prevede l’uso di tecnologie, soprattutto se particolarmente innovative, dovrebbe essere pilotata e gestita in modo coerente: non è la tecnologia utilizzata in sé che migliora i processi di apprendimento, ma il modo in cui essa è calata in un contesto e utilizzata in funzione di precisi obiettivi didattici. Ulteriori sperimentazioni dovrebbero quindi proporsi come obiettivo primario di verificare se e quanto l’uso di strumenti mobili e versatili di lettura e rielaborazione delle informazioni agevola i processi cognitivi e aumenta le capacità critiche degli studenti.

La ricerca potrebbe essere orientata in particolare a sondare le potenzialità reali delle 3 opportunità offerte dall’eBook che appaiono più cariche di significati in campo educativo:

  1. Testi e materiali di studio pertinenti a più discipline sono raccolti insieme su un unico supporto e si possono consultare facilmente in modo integrato.
  2. I testi possono essere annotati con commenti e rielaborati.
  3. Si possono aggiungere facilmente collegamenti ipertestuali da pagina a pagina fino a costruire idealmente reti e mappe di relazioni tra concetti.

Applicando delle linee guida appositamente predisposte e utilizzando strumenti di rilevamento elaborati per l’occasione, i docenti delle classi coinvolte dovrebbero cercare di verificare alcune ipotesi di lavoro su cui si è concentrata negli ultimi anni la ricerca che si è occupata delle ricadute cognitive delle TIC e dell’impatto delle stesse in ambito scolastico. Pensando in particolare all’uso di dispositivi portatili in una “laptop classroom”, si possono identificare già in partenza alcune problematiche fondamentali.

Ipotesi A. Si può verificare se l’uso di strumenti come l’eReader, che compenetrano facilità di lettura e facilità di annotazione testuale e ipertestuale, possa agevolare un approccio più reticolare ai saperi e alle discipline e una conoscenza più articolata, aiutando gli studenti a sviluppare forme di pensiero critico e capacità di riflessione metacognitiva.

Tra le domande chiave a cui si può cercare di dare una risposta:

In che modo collegamenti tra discipline e conoscenze potenzialmente agevolati dall’eBook possono portare gli studenti a una maggiore chiarezza epistemologica?

In che modo le potenzialità intrinseche dell’eBook possono aiutare gli studenti a organizzarsi meglio e acquisire una migliore metodologia di studio?

In che modo la versatilità dell’eBook (in termini di rielaborazione ipertestuale delle informazioni) può aiutare gli studenti a riflettere sui processi cognitivi e favorire un approccio metacognitivo allo studio?

In che modo la versatilità dell’eBook (in termini di facilità di annotazione e rielaborazione delle informazioni) può aiutare gli studenti a impostare attività o affrontare situazioni con implicazioni progettuali?

Ipotesi B. L’uso di tecnologie come l’eBook, utilizzando le quali lo studente può assumere un ruolo attivo rispetto ai contenuti, potrebbe portare allo sviluppo di nuovi linguaggi espressivi e nuovi atteggiamenti critici.

Tra le domande chiave a cui si può cercare di dare una risposta:

Quali sono gli effetti di questi dispositivi sull’impulso creativo? Agevolano o ostacolano la produzione di una relazione o di un elaborato?

Le potenzialità ipertestuali dell’eBook alimentano atteggiamenti critici e producono ricadute positive sulla capacità degli studenti di organizzarsi per un compito da svolgere o un colloquio da impostare?

Come cambiano i linguaggi e le capacità espressive degli studenti?

Nel corso della sperimentazione si può anche cercare di capire quali forme di impaginazione e strutturazione dell’eBook sono più efficaci e coinvolgenti, quali outline e layout risultano più leggibili per gli studenti, oltre che verificare se e quanto la lettura e il lavoro sui display dei dispositivi mobili agevola o ostacola l’integrazione di soggetti in difficoltà. Si possono anche verificare ipotesi sul carico cognitivo sostenibile per gli studenti.

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