This Post Has Been Viewed 24 Times

Tempo stimato per la lettura: 13 minuto (i) & 12 secondo (i)

Alcuni parlano di conversazione e quindi di social network associati all’eCommerce. Mi chiedo: se un prodotto cambia è per ciò che gli sta intorno (social intorno al libro) o per ciò che è?

Il nuovo libro è un nuovo prodotto, o meglio più prodotti, contiene social o parte di un social ed è open. Un social sull’editoria non dovrebbe essere una discussione sui libri ma un filo che li attraversa come facciamo noi quando li leggiamo.

Il futuro non si gioca davanti ad un tavolo.

Marco Dominici. Ho iniziato a meditare sul ruolo dell’eBook leggendo il caso di una 12enne, tale Emma Teitgen, che dovendo studiare chimica con il libro consigliatole dalla sua insegnante, lo ha trovato estremamente soporifero, meglio delle favole che le raccontava la madre da piccolina. Poi ha scaricato nel suo iPad un eBook sull’argomento e da lì in poi non si è più addormentata studiando, presa com’era da quegli elementi chimici che roteavano tra le sue mani ad un suo semplice gesto delle dita e sempre più coinvolta, di link in link, in un viaggio nel mondo dei pesi atomici e delle catene di elementi.

Siamo qui di fronte all’interattività, una delle parole chiave della lettura digitale. L’eBook cambia il concetto di libro e il rapporto tra lettore e lettura. Si crea un nuovo tipo di relazione e accanto a questa l’altra dimensione della lettura digitale (che è poi mutuata dal mondo digitale, dalla Rete): l’interazione. Non si tratta più di avere una parte attiva nei confronti dell’oggetto (pagina web o libro digitale che sia) ma di entrare in relazione con altri “pari” che condividono la mia stessa esperienza; quindi connettersi con loro, fare community, entrare in contatto, perché no, con l’autore, esporgli le nostre opinioni e impressioni fino ad arrivare a dargli consigli sulla trama, se non addirittura idee. Scenari irreali? Per niente, e non solo nei soliti Stati Uniti (http://www.fanfiction.net/) ma addirittura in Italia (http://iltriso.wordpress.com/2010/08/02/il-rapporto-scrittore-lettore-ai-tempi-dei-social-network/) c’è già qualche autore che accetta di rapportarsi apertamente con i propri lettori.

Si arriva anche al caso in cui una collettività di aspiranti scrittori o amanti della scrittura si scambiano tra loro idee, manoscritti digitali e attraverso i loro cellulari, smartphone o computer contribuiscono alla trame dell’uno o dell’altro, finché uno di essi riesce a pubblicare e, perché no, diventare anche famoso, come è capitato a un’insegnante di Otego, New York, che ha vinto il primo concorso di Textnovel aggiudicandosi un contratto per tre libri con un prestigioso editore statunitense e 10mila dollari di anticipo.

Ora si fa chiamare con un altro nome, ma continua a chiedere consigli e idee attraverso la Rete, per arricchire e proseguire le sue storie di lupi mannari e vampiri.

Da questi esempi è evidente che da una parte è la lettura a cambiare, a diventare non solo interattiva ma anche collettiva, da atto solipsistico quale è stato sostanzialmente da Gutenberg a oggi; dall’altra però è anche la stessa scrittura a cambiare, a perdere da un lato la sua linearità e dall’altro la sua entità di creazione esclusiva di un singolo. Anche l’autore si mette così in gioco.

Riassumendo: lettura non lineare – scrittura per link, presto anche con multimedia embed; lettura collettiva – scrittura che non è più solo prerogativa dell’autore. Dove condurrà tutto ciò?

C’è chi dice che un simile tipo di lettura rischia di disperdere l’attenzione in mille rivoli e non far finire nemmeno un libro (la cosiddetta “continuous partial attention“); altri replicano che il procedimento celebrale che viene attivato da Internet e quindi anche dalla lettura digitale è superiore a quello attivato da un libro tradizionale; chi infine sostiene una tesi intermedia, dicendo che sì, forse si leggerà in modo più frammentario, ma con maggior piacere e interesse e si amerà di più parlare di ciò che si legge e si scopre attraverso la lettura.

I dubbi e i possibili scenari sono tanti e non è facile fare una previsione: una cosa certa è che ci troviamo di fronte ad un cambio di prospettiva tanto epocale quanto, credo, prevedibile, visti i presupposti su cui la Rete stessa è nata e si è diffusa. Una prospettiva che privilegia l’orizzontalità piuttosto che la verticalità, la condivisione piuttosto che l’acquisto e che traspone tutto ciò nel campo della conoscenza e della cultura, condendo il tutto con il contorno più tipico della Rete: lo scambio di informazioni peer to pee e l’interazione tra utenti o gruppi di utenti che condividono gli stessi interessi e le stesse esperienze.

In tutto ciò, l’editore deve essere ormai in grado di agire a 360 gradi, entrare nell’arena dell’eBook e capire bene le prospettive del digitale, appropriarsi del know how artigiano http://blog.bookrepublic.it/2010/07/alla-conquista-di-una-nuova-artigianalita-del-libro-digitale/) che privilegia la qualità del libro. Perché, nell’imperversare folle di proposte che vivremo (autori che si pubblicano da soli, editori digitali che nasceranno come funghi, pirateria libraria) forse saranno proprio la qualità e la serietà la chiave del successo.

Testo completo su Amazon.

Tags:
0 Comments

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

© 2008-2021  ❤ 2SeeChange.it Tutti i diritti riservati. Lucia Montauti CF MNTLCU70T63C085T. Realizzato da 2BeOnLine.it

2SeeChange è in ascolto :)

Invia una email da questo form e segnala innovazione o news

Sending

Log in with your credentials

Forgot your details?