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La pubblicità segue evoluzioni, crea esigenze e anticipa necessità. È connessa ai media e strettamente al media per eccellenza: la Rete.

Ipotizziamo un eReader evoluto: con un desktop configurabile in cui inserire le testate giornalistiche preferite, libri, biblioteche online, enciclopedie, dizionari e tutte le tipologie di connessione con la Rete (news, alert, informazioni). In questo contesto la pubblicità emozionale potrebbe diventare sempre più informazione configurabile lato utente. L’utente potrebbe quindi selezionare il tipo di informazioni gradite con alto livello di dettaglio (esempio: last minute con range tariffario, selezione del personale per zona geografica). In questo modo la pubblicità non verrebbe ignorata ma sarebbe informazione efficace e conversazione, permettendo una profilazione più reale. Se ipotizziamo uno strumento unico che accolga le funzionalità di TV, cellulare, pc ed eReader, questo concetto si amplia ulteriormente decretando la fine della pubblicità emozionale e non interattiva. La televisione cambierà supporto o si fonderà totalmente con la Rete diventando qualcosa di completamente diverso?

Il futuro è tutto su mobile.

Intervento di Arsenio Bravuomo (Scrittore e Blogger)

Il modello attuale è destinato a cambiare: la pubblicità in Rete non funziona, l’informazione non passa, le aziende dovranno parlare di ciò che fanno e puntare semplicemente sull’informazione utilizzando le critiche per migliorarsi.

Intervento di Andrea Fattori (Responsabile Esecutivo, Gruppo Orange)

Sull’evoluzione della pubblicità si stanno interrogando tutti gli addetti ai lavori. Quello che è sicuro è che la pubblicità emozionale classica ha fatto il suo tempo e che ormai ha un’efficacia sempre minore in rapporto all’investimento richiesto. La pubblicità online è ancora in forte crescita, ma ha dei limiti evidenti. Il click-through reale è molto basso rispetto alle pageview, nella maggior parte dei casi i banner non vengono neanche visti dagli utenti che hanno imparato a guardare istintivamente le parti di comunicazione delle pagine e ignorare i contenuti. La nuova frontiera della pubblicità, online e classica, sarà offrire qualcosa al pubblico, che si tratti di un servizio, un’informazione o un valore aggiunto.

Intervento di Michele Pinto (Presidente, Edizioni Vivere)

Saremo sicuramente più profilati, riceveremo pubblicità sempre più in relazione alle nostre esigenze personali. Tutto sarà selezionato e selezionabile, consapevolmente o automaticamente. Ma rimarranno anche alcune cose in broadcast, uguali per tutti. Credo si possa definire un’esigenza sociale.

Intervento di Andrea Parmigiani (Account Director, ADC Group)

La pubblicità è la leva della comunicazione che sempre più può essere paragonata a un servizio “on demand”. Internet è il caso più eclatante: il consumatore seleziona il messaggio che lo conduce verso le informazioni su un prodotto del quale egli stesso sceglie di approfondire la conoscenza. Nel settore automotive, siti dotati di configuratori permettono di scegliere la modalità di visualizzazione del prodotto e la tipologia degli allestimenti interni ed esterni da ordinare presso la concessionaria, calcolando anticipatamente il prezzo dell’auto. La stessa cosa è oramai possibile per un capo di vestiario o un accessorio: visualizzarne il colore, il tessuto, la taglia, la finitura. Si programmano sul Web le vacanze, scegliendo il tour operator, la modalità del trattamento, il tragitto e la tariffa. In definitiva, per mezzo dei devices digitali, grazie alla pubblicità, arriviamo a poter vagliare non solo le tipologie di informazione ma anche, attraverso l’interazione con l’azienda, il prodotto così come lo si desidera. Il caso “Fiat Cinquecento” è il più famoso. La pubblicità pertanto sta diventando il fido consigliere che ci proporrà prodotti e soluzioni sempre più vicini ai nostri interessi e al nostro stile di vita.

Intervento di Luigi Passerino (Direttore Commerciale, Simplicissimus Book Farm)

La pubblicità, in questa prima fase, resterà fuori dagli eReader.

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