Perchè scrivere un libro?
Non c’è mai una risposta precisa con la quale riuscire a giustificare la scrittura di un libro, in quanto è estremamente soggettiva e condizionata dall’autore stesso, che può farlo perché ha qualcosa da dire, raccontare, esprimere o consegnare in memoria o, molto più facilmente, ha bisogno di dare corpo e forma al suo talento di immergersi nel suo mondo parallelo, dove è lui il creatore di scene e destini, e dargli una parvenza di realtà attraverso i suoi giochi di parole e descrizioni, che fanno del libro il vero indice di successo e interesse alla lettura.
Per me, in particolare, scrivere è una vera e propria palestra necessaria, con la quale tengo allenata la fantasia, per quei fantastici viaggi in terre, altrimenti sconosciute, che mi permette di valorizzare piccoli dettagli, affrontare grandi temi o inventarmi storie, visi e situazioni che si spera possano incuriosire e affascinare sempre chi ti regala il suo tempo per leggere di te.

Quali sono le difficoltà della pubblicazione?
In effetti, la fase più difficile di un libro, ancora prima che trovare una storia credibile ed interessante, è il giusto tempo da impiegare a far sì che diventi appetibile, inteso come bisogno che nasce in chi ti legge una bozza, e si ritrova tra le mani qualcosa di piacevole da proseguire. Ed ecco che diventa particolarmente insidioso e lungo il processo di lettura, correzione, taglio e cucito che ogni buon autore deve sempre considerare impiega tanto tempo, quanto è servito per scrivere l’intera storia.
La superficialità e la leggerezza non sono buon alleati per raggiungere l’agognato desiderio di vedersi scelti e pubblicati, in una giungla editoriale dove ci sono migliaia di case editrici, che pubblicano 100 testi a settimana, e non sono sempre alla ricerca del nuovo Manzoni, ma molto più puerilmente, di un nuovo “pollo da spennare”, lavorando molto su quel desiderio di vedersi stampata la propria storia che, spesso, per ingordigia, poca attenzione o eccesso di vanitosaggine, diventa solo merce buona per gli stampatori, che ti propongono grandi futuri, ma dietro il pagamento di un lavoro da tipografia che non farà altro che deludere e affliggere chi, invece, credeva davvero di aver scritto qualcosa di interessante ma, non ha considerato il tempo da investire nella continua ricerca, correzione e disponibilità a vedersi la propria storia tagliata, riveduta e stravolta da chi vuole aiutarti a crescere e tu, invece, lo reputi un “tagliaparole” o un individuo che ti sta rovinando il tuo Best Seller, che così, troppo spesso, non è.

Trovi che l’editoria sia alla ricerca di contenuti di qualità o commerciali?
L’editoria è alla ricerca di tutto e di più, altrimenti non si giustificherebbero quei 100 titoli pubblicati ogni settimana. Il mondo editoriale è molto simile a quello della musica: ci sono tanti generi, tante diverse possibilità di esprimersi e proporsi, ma alla fine a scegliere il prodotto vincente sono le mode e le Major che puntano su un nome o un volto famoso. È importante, per qualsiasi autore, imparare a leggere. Noi siamo orientati a leggere troppo poco, perché lo riteniamo banale, scontato o non all’altezza. Credo che siano davvero pochi gli esordienti che si leggono tra di loro, se non per un fatto di gentilezza e cortesia, perché reputano quella scrittura inferiore alla loro e, per conseguenza, inutile da approfondire perché non porta a nullo di costruttivo. È un errore clamoroso avere la presunzione di scrivere e non leggere. E solo chi passa tante ore in una libreria o sui portali specifici di cultura e letteratura comprende quale sono le mode del momento e quanto è il tuo momento di tirare fuori quel manoscritto impolverato, ingiallito dalle tante ore spese a correggerlo e rivederlo, per farlo diventare finalmente il tuo sogno da scaffale di una libreria.

Come si vende un libro, vendendo il contenuto o il personaggio-autore?
In Italia si è abituati a comprare molto a scatola chiusa, fidandoci del nome da copertina o dalla tanta pubblicità che ci condiziona le scelte. Sono davvero pochi i talenti narrativi che si fanno strada attraverso il “passa parola” o la vincita di concorsi letterari minori e questo deve far riflettere su quanto sia complesso vendere e proporsi in prima linea. Sentivo da un editore mio amico, che oggi è già un successo ritrovarsi un proprio libro in una vetrina dei grandi Megastore, in quanto anche l’essere esposti ha un prezzo altissimo. Ovviamente, questo non fa altro che rafforzare la mia idea che vende chi sa proporsi, a prescindere dal contenuto che tratta.
E’ una legge dolorosa da accettare, ma appartiene alle regole del Marketing, e se non si hanno risorse economiche e sostegni altisonanti con i quali farsi pubblicità, non ci resta che armarci di buona pazienza e partecipare ai Forum letterari, essere presente sui SocialNetwork e spingere i propri lavori editoriale attraverso la condivisione e lo scambio di conoscenza e divulgazione di opere minori, anche se ho letto dei veri capolavori da parte dell’editoria esordiente, che rischiano di restare anonimi per il non appartenere ad un volto noto o bello da mostrare, e questa è un qualcosa di veramente triste e svilente, nell’editoria come nel cinema, nella musica e l’arte in generale.

E’ più difficile scrivere pubblicare o promuovere/vendere?
Promuovere e vendere è un’impresa che non finisce mai di snervarti. Non c’è nessuna certezza che quanto hai creato fino a quel momento serva per avere le porte aperte e, tanto meno, basta aver vinto qualche premio prestigioso ed aver collezionato un bel numero di vendite per assicurarti l’acquisto a “scatola chiusa” sul nuovo nascituro. Bisogna investire su se stessi continuamente, cercando di restare umili e determinati a non arrendersi e sperare che quegli anni spesi dietro il tuo sogno narrativo trovi tanta strada davanti a sé e tanti occhi disposti a leggere le tue storie.
Scrivere è un talento di pochi, leggere una virtù di tutti e riuscire a farsi conoscere il più possibile, una legge non scritta che non ha regole ma solo tanta necessità di dimostrare caparbietà a non arrendersi mai a nessuna porta chiusa, cercandone altre ed altre ancora, che prima o poi, le soddisfazioni arrivano per tutti i coraggiosi e gli impavidi eroi di questo affascinante mondo della scrittura creativa.

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