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L’argomento hardware è in forte evoluzione: recentemente abbiamo assistito all’arrivo in Italia del Kindle, alle novità presentate al CES di Las Vegas e all’uscita dell’iPad di Apple. È ancora troppo presto per sapere se le speranze di molti riguardo all’ultimo prodotto citato saranno ben riposte, ma probabilmente alcune cose cambieranno per sempre. Trovo la tecnologia E-Ink abbastanza solida e penso che durerà ancora molto anche in assenza del colore; del resto la leggibilità è unica così come la durata della batteria. I prodotti che utilizzano questa tecnologia devono però riposizionarsi in termini di prezzo: dopo l’arrivo dell’iPad infatti un eReader venduto a 500 euro solo perché è touch e Wi-Fi non è più competitivo. L’eReader in bianco e nero deve stare sotto i 200 euro oppure basarsi su forme di abbonamento.

Su eReader E-Ink le tendenze dell’hardware mi sembrano:

  1. Miglioramento dell’interfaccia di navigazione, grazie anche a un secondo monitor
  2. Compatibilità con tutti i formati
  3. Slot per scheda aggiuntiva
  4. Possibilità di collegamento online

Certo l’iPad permette cose che nessun eReader può fare come scrivere, guardare la posta elettronica, navigare in Internet. La lettura mi è sembrata buona, anche se non allo stesso livello di quella di un eReader E-Ink, avvantaggiata però dalle dimensioni dello schermo, che permettono di leggere più righe nella stessa pagina. In più, il monitor permette di vedere bene anche prodotti a colori o con molte foto, come i quotidiani o le riviste, dove gli eReader sono svantaggiati. La durata della batteria è buona se paragonata ad altri prodotti/gadget elettronici, come gli smartphone, ma irrisoria se paragonata a quella di un eReader. Insomma, in aereo mi porto l’iPad, in montagna preferisco Cybook: sta meglio nello zaino e non devo portarmi il caricabatterie.

Durante il periodo natalizio 2009 abbiamo assistito a un tentativo di spingere la vendita degli eReader attraverso la grande distribuzione e per la prima volta si è parlato di “boom”. Se le vendite sono state interessanti (non lo definirei un boom) certo mancano ancora i contenuti. La possibilità di leggere i PDF ha reso temporaneamente “accettabile” la mancanza in catalogo dei principali editori. La domanda di contenuti è evidenziata dal fatto che oramai sono migliaia i titoli scaricati gratuitamente anche se molti sono di qualità scarsa (l’equivalente delle vecchie fotocopie) ma certo si pone un bel quesito agli editori: si pensa veramente di riuscire a vendere un libro elettronico a 15 o 20 euro, se è identico a quello cartaceo?

Dopo l’uscita dell’iPad abbiamo visto un pò di movimento, ma in senso “tradizionale”, con versioni di quotidiani e riviste pensate per la lettura su iPad. Mi è sembrata migliore la versione americana di Wired, riprogettata allo scopo: altra mentalità e altra capacità di investimento.

Ci aspetta un periodo quindi cruciale, non solo per le vendite degli eReader, ma soprattutto per la definizione delle formule di vendita/abbonamento. Assisteremo a molti passi falsi, ma in ogni caso sarà estremamente stimolante.

Una proposta. Puntando al parallelo con un altro mercato esploso in passato, quando nessuno ci avrebbe scommesso, ovvero quello della musica: perché non proporre mini-pagamenti e mini-testi? Con la carta costa troppo editare singoli articoli o singoli racconti, infatti per giustificare “l’assemblaggio” del volume bisogna creare una raccolta che ne metta insieme un quantitativo significativo, adesso non è più necessario esattamente come non è più necessario vendere l’intero album musicale. Il prezzo 0,99 o 1,99 piace alla gente e si può costruire un mercato di prodotti di facile l’acquisto e scaricamento.

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