Pubblicato su Datamanager anno 2008

Sotto i riflettori: Google Lively, Milano expo 2015 e interfacce alla “Minority Report”.

La tecnologia è sempre più disponibile, accessibile e presente nella quotidianità con una nuova tendenza: semplicità, velocità, interattività ed integrazione. Tutto il mondo tecnologico si muove verso questi principi.

Gli ultimi tempi sono stati un’esplosione di idee, progetti e nuove tecnologie che ci trasportano verso l’integrazione fra il mondo in bit, che vediamo attraverso lo schermo del nostro pc, ed il mondo reale che viviamo quotidianamente.

Tutto è iniziato con Second Life: il mondo virtuale che ha riprodotto le nostre abitudini e la nostra quotidianità in bit tanto da diventare per molti un mondo alternativo. Ha scatenato psicologi e sociologi di tutto il mondo per seguire e studiare un fenomeno che ha alienato moltissime persone portandole a  vivere prevalentemente nella “seconda vita” (Second Life = SL) piuttosto che nella “vita reale” (Real Life = RL). In gergo possiamo sentire espressioni come “ci troviamo in RL” per far intendere il ritrovarsi nella vita reale, come se questa fosse la vera stranezza. Second Life è stato un fenomeno innovativo, sociale e tecnologico, che ha creato abitudini prima inesistenti, ha fatto parlare di sé ed ha generato un proliferare di mondi virtuali più o meno conosciuti come Entropia.

Da pochi giorni è online il nuovo mondo virtuale di Google: Lively. Questo non è un mondo alternativo bensì parallelo e direi che può essere definito l’evoluzione del web: dopo il web 2.0 (che in sostanza legge le preferenze delle persone e propone musica, articoli ed altro all’interno di una sorta di intelligenza collettiva) ecco il web 3D. Il sistema di Google è infatti completamente integrato con le funzionalità internet, molto più semplice ed accessibile rispetto agli altri mondi virtuali e completamente gratuito, almeno per adesso. Veste quindi le formule del momento: easy to use ed integrazione. Fa anche decadere l’utilità del progetto di creazione di un passaporto virtuale che, dopo l’accesso di un alieno (hacker) all’interno di Second Life, aveva scatenato la collaborazione di Ibm con Linden Lab per far si che un unico avatar potesse attraversare i mondi virtuali esistenti leggendo un’esigenza futura. Google ha modificato un futuro che sembrava imminente rendendo il mondo virtuale più vicino alla vecchia internet con semplicità disarmante, creando un precedente che vedrà l’avvicinarsi di questi due mondi non più un obiettivo ma una naturale evoluzione.Questo è web 3D.

Nel frattempo qualcuno sperimenta interfacce alternative e connessioni di informazioni con il mondo reale realizzando tecnologie in stile “Minority Report” e fantascientifiche occasioni di scambio di informazioni con città informatizzate (H-Umus).

Diamo uno sguardo anche a Milano expo 2015: con progetti di realtà aumentata Milano diventerà la nostra capitale tecnologica attraversata da grandi ologrammi a fianco della “realtà reale” ed un’infinità di informazioni visibili attraverso speciali occhialini collegati ad una rete wireless.

E’ solo ipotizzabile il punto di incontro fra la nostra realtà e la realtà virtuale con interfacce sempre più legate alle nostre esperienze sensoriali. Più quantificabile è sicuramente l’immensa mole di informazioni che i colossi dell’informatica gestiranno sui nostri gusti, acquisti, visite, interessi, abitudini, professioni. Questo cambierà la nostre abitudini all’acquisto, le nostre esigenze, il concetto di privacy, ci standardizzerà, cambierà il nostro modo di fare marketing e ricerche di mercato con un impatto mondiale. Un cambiamento epocale sotto i nostri occhi distratti dal profumo di creme abbronzanti.

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