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ScriptaWeb si occupa di editoria di matrice accademica. Questa definizione comprende tutto ciò che viene prodotto da e per l’università: libri che nascono dall’attività di ricerca e con prevalente finalità concorsuale, libri che hanno una funzione didattica, monografie, trattati, periodici.

La scelta di un settore ben circoscritto è motivata dalla considerazione che è questo l’ambito editoriale più debole e “bisognoso di cure”. Al tempo stesso, è l’ambito nel quale l’impiego delle tecnologie del Web può essere più proficuo e razionale.

Un libro che serve alla formazione deve porsi in rapporto dinamico con le risorse documentarie disponibili in Internet. Il libro scientifico va inteso come griglia concettuale e terminologica rispetto alla molteplicità (in crescita esponenziale) dei documenti qualificati disponibili in Rete. Poiché tutte le Istituzioni culturali e scientifiche tendono a rappresentarsi (e rappresentare la loro produzione) attraverso il Web è immaginabile che la Rete divenga sempre di più sede della conoscenza e dei saperi. Pertanto, è necessario che ogni lettore individui dei criteri di ricerca e di organizzazione di ciò che può reperire nel Web e può farlo attraverso le pagine di un libro di ScriptaWeb o, se esistesse, di un editore che pubblica con soluzioni analoghe.

I nostri libri tendono a integrare i linguaggi. Già adesso abbiamo esperienze interessanti in questo senso, ma tra non molto avremo soluzioni anche più avanzate. A mio parere, la forma-libro è talmente solida e collaudata da poter accogliere i linguaggi multimediali e interattivi e piegarli alle sue esigenze espressive. Se pensiamo all’università e ai tentativi di introdurre elementi di web learning (vedi progetto Federica), dobbiamo rilevare una contraddizione di fondo: da un lato abbiamo gli strumenti tradizionali della didattica (lezione frontale, seminari, libri di testo ecc), dall’altro troviamo le piattaforme, le pagine web dei docenti ecc. Di fatto, si creano due mondi paralleli che hanno pochissime possibilità di integrazione. Nel concreto, sia gli studenti sia i docenti finiscono per non scostarsi dagli strumenti e dalle pratiche tradizionali perché il web learning viene visto come un “di più”, un onere accessorio di cui fare volentieri a meno. Nel caso di ScriptaWeb la contraddizione si riduce perché il libro diventa il luogo in cui ambientare le principali attività di web learning. I due mondi hanno finalmente la possibilità di integrarsi e completarsi.

Per ciò che riguarda lo standard posso dire che andiamo già oltre questa logica ma se dovessimo adottarne uno per vendere i famigerati (e antiquati) eReader lo standard sarebbe sicuramente il PDF, che rimane il più universale allo stato dei fatti.

Al di là del discorso dell’eBook possiamo tranquillamente affermare che le logiche seguite da Google e da Apple sono le nostre da tempi non sospetti. Se questi due giganti sono web oriented in modo quasi esclusivo, in particolare Google, possiamo dire di esserlo anche noi, nel nostro piccolo. L’idea del cloud, ovvero l’assieme di servizi fruibili in Internet, è esattamente l’idea su cui si fonda ScriptaWeb, da sempre.

ScriptaWeb , come idea, nasce nel 2000. Nel luglio del 2001 abbiamo depositato il primo software. All’inizio del 2003 abbiamo iniziato la commercializzazione attraverso www.scriptaweb.it . Nell’autunno 2008 abbiamo inaugurato il nuovo software che è sotto il dominio www.scriptaweb.eu. Dal gennaio 2003 al settembre 2008 abbiamo avuto circa 21.000 utenti (acquirenti). Dall’ottobre 2008 a oggi abbiamo circa 11.000 utenti (acquirenti).

Il MyPoD è effettivamente una cosa molto originale. Derivati dal MyPoD ci sono anche altri strumenti interessanti in via di realizzazione come ScriptaJunior, ovvero il modo per il lettore (un giovane studente presumibilmente) di realizzare il bignami del libro che sta studiando. La vediamo come una reale innovazione “di prodotto” e non una semplice innovazione “di processo”. Come minimo, è interessante che il libro cartaceo possa riflettere la personalità di chi lo legge e lo studia attraverso un apparato di note e appunti ben strutturato.

A parte il MyPoD che rappresenta l’esito finale dell’esperienza di lettura in ScriptaWeb, per noi il libro cartaceo print on demand è una funzione del suo omologo online e lo integra perfettamente per ciò che attiene la lettura lunga e senza l’ausilio di un computer e di una connessione. È da notare che SIAE, solo nel nostro caso, contrassegna con il suo bollino sia l’edizione digitale che quella a stampa. Per noi hanno modificato le procedure di rilascio dei contrassegni.

Sono convinto da sempre che comprare e usare un eReader sia una perdita di tempo e di soldi. Gli utenti hanno bisogno di un unico strumento evoluto per il lavoro e il tempo libero quindi uno strumento sempre più evoluto, sempre più leggero, sempre più connesso. Al massimo questo portatile dei sogni potrà convivere con un computer da tavolo, giusto per questioni di sicurezza e salvataggio dei dati su un supporto meno esposto a rischi. Vedo quindi nel futuro soluzioni evolute di iPad e credo che la disponibilità di devices evoluti orienterà in un senso del tutto nuovo la riflessione sull’editoria digitale.

Source:

Intervista a Domenico Baldari

http://scriptaweb.eu/

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