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La scrittrice tocca, con questo testo, un argomento difficile e lo romanza, in modo delicato.

“Non mi piacciono” dice Elena “i libri asettici, non mi piace il sensazionalismo e non amo le scene impressionanti, voglio solo suscitare emozioni ed interesse perché chi ha subito o subisce una forma di violenza, psicologica o fisica, possa trovare in questo libro un aiuto, perché possa riconoscersi. Spero che generi spunti di riflessione che ci aiutino ad elaborare queste esperienze”.


Il libro tratta sia la violenza fisica che psichica, quanto è difficile mettere su carta un puzzle di momenti eterni?

Buttar fuori è terapeutico, aiuta a distaccarsi, ad affrontare chi si è veramente ma mettersi a nudo non è facile.

Questo libro è nato come sfogo, adesso che è pubblicato spero possa aiutare alcune donne a scrollarsi di dosso realtà pesanti e le altre persone a comprendere che non sono accadimenti legati ad un background specifico o a particolari ambienti, può succedere ad ogni livello, ad ogni donna.

Elena, puoi raccontarci la trama?

Stella, giovane studentessa di medicina, incontra Giovanni durante una festa. Il fascino di quest’uomo cattura la ragazza, ma l’amore sbocciato tra i due ben presto si rivela una trappola dalla quale è difficile, se non impossibile, fuggire.

Giovanni inizia a manifestarsi per quello che è: un personaggio ambiguo e oscuro, un ammaliatore sapiente e attento. Stella si lascia invischiare in un legame morboso, del quale diventa dipendente, non riuscendo, nonostante gli eventi, a liberarsi, e rompendo i legami con gli affetti più cari. Un vortice di avvenimenti, sempre più angoscianti, risvegliano la donna dall’incubo, inducendola a riflettere su se stessa, sulla natura dell’uomo che le sta a fianco, e a prendere l’inevitabile decisione di troncare la relazione.

Ma Giovanni non è il tipo di persona dalla quale è facile liberarsi! Inizia una guerra contro la moglie senza esclusione di colpi, che non risparmia neppure i figli. Il suo amore si trasforma in una persecuzione spietata. Un evento drammatico, inatteso, conclude a sorpresa l’odiosa spirale, lasciando però con l’amaro in bocca la protagonista, che, solo allora, si rende conto di aver condiviso la sua vita con uno sconosciuto.

L’uomo descritto nel libro “Lo sconosciuto” che tipo di personalità ha?

Affascinante, brillante, coinvolgente e manipolatore.

Ha un disturbo della personalità meno evidente della schizofrenia o del bipolarismo e quindi difficile da riconoscere e dimostrare. Ne è allegramente inconsapevole. Il suo passare inosservato gli permette di attuare il suo copione, essendo ripetitivo cambia continuamente persone, tagliando completamente i ponti con chi lo smaschera.

E’ ai limiti della normalità. Si fa amare perdutamente e crea relazioni basate sulla dipendenza, sminuendo il valore di chi ha vicino.

La sua strategia: attacca l’autostima di lei in modo subdolo e continuo facendola sentire una nullità senza di lui, questo rafforza la sua presenza e lo rende indispensabile; le fa terra bruciata intorno in modo da toglierle la possibilità di confrontarsi con persone obiettive; le scatena sensi di colpa; conquista e usa i figli per screditarla; scolpisce nella mente di lei dei loop ripetendo spesso gli stessi concetti, come chi fa addestramento per professione.

Questo tipo di uomo può abbracciare una persona costringendola in una calda trappola all’interno della quale può dettare ogni tipo di regola.

Lei lo ama perdutamente in modo insano, giustifica il suo alternare dolcezza a momenti duri con pensieri del tipo “non può essere davvero così, non posso aver sbagliato tutto, non posso essere così stupida”. Finisce col sobbarcarsi le responsabilità di lui e si attua un meccanismo che potremmo chiamare “del giocatore incallito”: a fronte di innumerevoli perdite continua a giocare.

La doppia personalità di lui cattura il perdono e attacca in modo alternato, dapprima in modo talmente sottile da non essere appunto riconoscibile.

Dopo anni di violenza psicologica inizia quella fisica che si scatena soprattutto quando lei lo mette di fronte alla realtà dei fatti e cioè a chi è veramente.

E’ una persona speciale che ha qualcosa che gli altri non hanno ma è pericoloso.

Il compagno, il marito, l’amante quanto possono diventare improvvisamente “sconosciuti”? Non ci sono elementi che fanno intravedere qualcosa inizialmente?

Lui è brillante e credibile. Ma qualcuno vicino alla “lei” di turno generalmente storce il naso. A volte capita per invidia o gelosia, a volte perché è vero.

Direi che un uomo che fa terra bruciata intorno alla sua compagna è potenzialmente un uomo pericoloso. Sono elementi peggiorativi la mancata realizzazione come uomo, affettiva o professionale.

Quando è autobiografico questo testo?

Diciamo che a parte il finale (volevo concludere con un segnale di speranza) non ho dovuto lavorare troppo di fantasia.

Come si esce dalla gabbia?

Si innesca un meccanismo dal quale è difficile uscire un po’ perché le scuse sono tante e un po’ perché non si può fare tutto da sole. Serve un aiuto esterno: sia un supporto psicologico sia un supporto pratico da amici o familiari perché il percorso richiede non solo decisione ma azioni concrete e anche costose. Ed è un percorso lunghissimo fatto di tribunali, visite e perizie, fatto di istituzioni poco presenti e affermazioni del tipo “non lo denunci, potrebbe peggiorare la situazione e serve a poco, si metta in sicurezza da sola”. Tutto questo dentro la percezione di aver fallito.

Inoltre, con la lentezza della burocrazia tutto ciò che può accadere … accade. Non c’è davvero altra difesa che la propria. Ci vuole coraggio.

Per affrontare tutto questo serve qualcosa di eclatante, il “gioco”, se così si può chiamare, finisce infatti quando viene soprassata la linea di sopportazione, è come una danza e per quanto possa essere violenta dura finché c’è musica, finché entrambi la riconoscono.

Questo libro serve a capire come si può arrivare a certi punti, dall’esterno può sembrare impossibile.

Che strane le donne.. graffianti e indifese.

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