Pubblicato su Il Project Manager Franco Angeli

Rubrica StartuPM: dal progetto all’impresa

Con i contributi di Paolo Barberis (fondatore Nana Bianca, consigliere innovazione governo Renzi e fondatore Dada) e di Marco Montemagno.
DOI: 10.3280/PM2013-014007

StartUp: trasformare un’idea in realtà, attraverso un progetto

Siamo un periodo di costruzione e distruzione insieme, di innovazione e conservazione.

Un momento in cui non prevale l’una o l’altra parte: c’è un’Italia fatta di persone orientata a mantenere la propria posizione e un’altra dedicata all’innovazione, alla creazione di nuovo valore.

Abbiamo bisogno di entrambi i motori: l’atteggiamento conservatore che serve a preservare ciò che è buono e l’innovazione che permette di creare nuove opportunità. Credo che queste due forze debbano cooperare, per arrivare ad un’economia reale che sia un nuovo punto di partenza perché non è vero che tutto ciò che è nuovo è buono e ciò che è vecchio è invece da scartare ma è vero che ciò che nasce e sopravvive in questo momento non facilissimo ha, nel profondo, una forza da non sottovalutare.

Le StartUp Company hanno un tasso di mortalità molto alto ma l’esperienza non muore con la StartUp. Alcuni imprenditori falliscono diverse volte prima di riuscire. E’ corretto supportare e direzionare la creazione di valore e di esperienza che si portano dietro.

Ci sono anche molte società che ce la fanno con le proprie gambe, senza il supporto di nessuno, senza definizioni o partecipazione ad eventi, ce la fanno in silenzio.

Progetto di Prodotto e Progetto d’Impresa

Una StartUp è un progetto d’impresa che realizza, al suo interno, uno o più progetti di prodotto. Ogni progetto, per realizzarsi, ha bisogno di competenze, di capitale, di strumenti e di spazi.

Il progetto di prodotto è la concretizzazione di un’idea iniziale, sviluppabile con degli step precisi, dalla fattibilità al prototipo, oppure al progetto su carta. È una fase di analisi profonda che coinvolge diverse professionalità. Realizzare un prototipo, se la necessità dell’ideatore è quella di rivolgersi a finanziamenti esterni, rende il progetto più appetibile. Un prototipo può anche essere costruito all’interno di Università, anche come tesi.

Si tratta, dunque, di scomporre l’idea in piccole entità, comprenderne l’utilità e la sostenibilità, dandogli un ambiente all’interno del quale svilupparsi. In questa fase l’idea, scomposta nei vari frammenti, ha bisogno di essere sostenuta da know how. E’ necessario individuare e coinvolgere professionalità dividendone la paternità oppure affidando parti del progetto a professionisti o partner.

Può essere utile inserirsi all’interno di ambienti che favoriscono il co-working e che mettono a disposizione spazi ed attrezzature.

La fase finale, che può identificarsi anche con la sola realizzazione “su carta” del progetto, fa scattare il progetto d’impresa, ovvero la StartUp vera e propria.

Per realizzare il progetto d’impresa è necessario individuare il modello di business adeguato al mercato, al momento e al prodotto, o ai prodotti, oltre all’investimento di capitali, più o meno importanti. In questa fase convergono il progetto di prodotto e il progetto d’impresa, che possono essere sostenuti da Acceleratori, Incubatori, Fondazioni, Crowdfunding, Business Angels o Venture Capital.

NanaBianca e la nuova generazione di Acceleratori made in Italy

NanaBianca è l’acceleratore fiorentino ideato da Paolo Barberis.

Gli incubatori normalmente selezionano progetti con buone opportunità di successo, supportandoli nel divenire StartUp operative, eventualmente appetibili da grandi player o capaci di muoversi in autonomia. Questo supporto viene fornito da incubatori privati o nati all’interno di Università, Banche, Fondazioni. Mettono a disposizione strutture in cui le nuove società hanno l’opportunità di stabilirsi e quindi crescere.

L’acceleratore, a differenza dell’incubatore, attua anche un vero e proprio trasferimento di conoscenza. NanaBianca, in particolare, nasce dalle competenze di chi ha già fatto impresa con l’obiettivo di coinvolgere talenti e idee, attraendo energie creative e proponendosi di rilasciare StartUp competitive. Supporta gli startupper nella comprensione del business, accentra energie innovatrici all’interno di un circuito composto da chi conosce già il Web, da chi ci ha operato per anni. E’ un luogo ricco di opportunità, contatti ed esperienze.

La nuova generazione di incubatori e acceleratori, iniziata con H-Farm e attiva sui poli Firenze e Treviso, è capace di attrarre risorse finanziarie, grandi player e talenti in uno spazio condiviso. Non solo selezione, quindi, ma opportunità in uno stile open.

Conclusioni

“Devo crede nelle StartUp che supporto perché dopo è necessario che ci credano anche altre persone. Cerco di capire quanta spinta sono capaci di dare gli startupper, di vedere se reggeranno le prime delusioni, se sono disposti a lottare, se torneranno indietro. Mi devo fidare di loro, perché sono i miei primi soci. Analizzo il progetto, l’idea e, ovviamente, guardo i numeri. In Rete generalmente funziona la semplicità e ciò che permetti anche agli altri di progettare.” Paolo Barberis

“Ripensa l’idea partendo dal tuo cliente potenziale, dalle sue esigenze, dal modo migliore per attrarlo, perché è solo lui che ti sosterrà domani. Se non hai motivo di esistere per il tuo cliente non ci sono competition, eventi o presentazioni che ti possano portare in alto. E’ solo il tuo cliente che può premiarti. Pensa in grande, con una chiave di lettura mondiale e in quel punto trova la tua originalità.” Marco Montemagno

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