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Si chiama Tbook ed è un caso di ibridazione tecnologica inversa, il form factor è quello di un iPhone.

Il font che utilizza il è il Tahoma, il più leggibile ed efficiente utilizzato da tutti i dispositivi elettronici dotati di un piccolo display. Ha un leggio incorporato, piacevole al tatto perché dotato di una striscia sottile di pelle trasversale che consente di sostenerlo con un solo dito, è leggero e non ha bisogno di alcun segnalibro. Il nome Tbook prende spunto dal formato a T. Il Tbook è nato dalla frustrazione di non riuscire a tenere aperto con una sola mano un tascabile. Questo strumento è per lettori voraci, di quelli che approfittano di ogni luogo e occasione per leggere. Gli acquirenti: 36% donne e 64% uomini, 45% nord, 45% centro e 10% sud Italia.

Fra i prossimi titoli: Alice nel Paese delle Meraviglie, come per iPad.

Source:

Intervista a Fausto Pasotti 

Testo completo su Amazon.

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