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Ce ne parla Gabriele Quercetani, responsabile del modulo hardware del progetto ProVotE.

E’ a Trento che si sviluppa la prima applicazione italiana di voto elettronico.

La sperimentazione del 09 novembre 2008 coinvolge 28 comuni della Provincia autonoma di Trento, non modifica la forma di governo ed il sistema elettorale ma incide esclusivamente sul modo di esprimere il voto.

L’utilizzo della macchina di voto, progettata e realizzata appositamente, non ha avuto in questo caso valenza legale ma di introduzione al sistema. Il successo della sperimentazione porta la Provincia di Trento all’avanguardia nel sistema di votazione e rende possibile l’utilizzo della soluzione nelle prossime elezioni.

Il voto elettronico offre maggiori garanzie sulla trasparenza delle operazioni elettorali, semplifica le operazioni compiute dagli elettori, riduce gli errori involontari che ne invalidano l’espressione di volontà, velocizza le fasi di spoglio e di computo dei voti, annullando i margini di interpretazione delle schede nulle.

Il gruppo di lavoro ha analizzato tutti gli aspetti in funzione dell’impatto sociale con grande attenzione al livello di sicurezza ed alla semplicità di utilizzo. Per introdurre il concetto di voto elettronico si è scelto di realizzare una macchina che rispecchi il voto cartaceo in modo da permettere alle persone di passare a questo sistema senza difficoltà.

Nella cabina elettorale, ci racconta Gabriele Quercetani, l’elettore interagisce con uno schermo sensibile al tocco, la stampante collegata riproduce i voti espressi per permettere un confronto inequivocabile ed è dotata di una taglierina per separare ogni voto così che sia impossibile ricostruirne l’ordine, la stampa è visibile attraverso una finestra, terminata la votazione cade in un’urna sigillabile. All’interno della macchina di voto sono inoltre presenti un gruppo di continuità (UPS), per garantire lo svolgimento delle operazioni nel caso di mancanza di corrente elettrica (circa +30 minuti) e proteggere i componenti da abbassamenti o sbalzi di tensione ed un PC standard non collegato ad Internet così che non sia possibile in alcun modo connettersi o venire intercettati dall’esterno, questo ne garantisce l’anonimato.

Il voto quindi è garantito e non soggetto a manomissione, il conteggio delle schede risulta immediato, la macchina opera anche in assenza di corrente elettrica ed il software evita quegli errori tipici sul cartaceo che possono generare schede nulle.

In Trentino, la sperimentazione del voto elettronico è stata realizzata nell’ambito di ProVotE, lo specifico progetto che rappresenta il primo passo per dare attuazione all’articolo 84 della legge provinciale 2/2003 – Norme per l’elezione del Consiglio provinciale e del Presidente della Provincia. Tale articolo della legge provinciale prevede l’automazione delle procedure di voto e di scrutinio per le elezioni provinciali ed i referendum di competenza provinciale.

La sperimentazione nasce dalla sinergia della la Provincia di Trento (ente coordinatore) , Informatica Trentina (strumento di sistema per il settore pubblico della Provincia Autonoma di Trento per fornire soluzioni globali nel campo dell’informatica e delle telecomunicazioni), Università di Trento (in particolare del Dipartimento di Sociologia e Ricerca sociale per la valutazione dell’impatto sociale assicurandone comprensibilità ed efficacia), Regione Trentino-Alto Adige (per la verifica del contesto istituzionale).

Alcune attività di progetto hanno inoltre previsto la collaborazione della Fondazione Graphitech (che collabora con la Fondazione Bruno Kessler – Centro Information Technology per lo sviluppo della macchina di voto elettronico e dei sistemi di aggregazione dei dati e scrutinio elettronici), del Comune di Trento (per la definizione dei requisiti dell’applicazione da realizzare per l’automazione dell’intero processo elettorale), del Consorzio dei Comuni Trentini (per i rapporti istituzionali e la formazione assicurando la piena conoscenza da parte di tutti i Comuni dell’evoluzione dell’iniziativa al fine di creare le condizioni migliori per la diffusione del sistema sull’intero territorio), del Centro per l’Information technology della FBK – gruppo di ricerca e-Democracy (per lo sviluppo dei sistemi software), dell’IPRASE (Istituto Provinciale per la Ricerca, l’Aggiornamento e la Sperimentazione Educativi).

Ci auguriamo che questa sperimentazione e il know how che la caratterizza diventino presto motore ed opportunità per le altre realtà italiane.

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